Pittura di scuola meridionale a Formia: Girolamo Stabile e il Polittico di San Rocco della omonima chiesa formiana

Nelle pagine della sua storia dell’arte, Formia, piccola importante cittadina del basso Lazio in provincia di Latina, racchiude una pagina importante della storia dell’arte dell’Italia meridionale. Una pagina racchiusa in Girolamo Stabile, pittore di ambito meridionale attivo nel XVI secolo, del quale a Formia è presente il bellissimo Polittico di San Rocco, conservato nella quattrocentesca chiesetta di San Rocco sita al di fuori dell’antica cinta muraria del rione Castellone e accessibile al pubblico solo in alcune occasioni, tra cui il 16 agosto, giorno dedicato al santo.

La quattrocentesca chiesetta di San Rocco a Formia, sita nel centro storico di Castellone
La quattrocentesca chiesetta di San Rocco a Formia
Girolamo Stabile, Madonna con Bambino tra i Santi Sebastiano e Rocco; predella: Sant'Erasmo, Compiano su Cristo Morto, San Probo; cimasa: Annunciazione, olio su tavola, XVI sec., Formia, Chiesa di San Rocco
Girolamo Stabile, Polittico di San Rocco; al centro: Madonna con Bambino tra i Santi Sebastiano e Rocco; nella predella: Sant’Erasmo, Compiano su Cristo Morto, San Probo; nella cimasa: Annunciazione, olio su tavola, XVI sec., Formia, Chiesa di San Rocco

Non si hanno notizie precise su questo artista. Ciò che però possiamo stabilire è che probabilmente potrebbe essere originario della provincia di Potenza in Basilicata, città in cui in quegli anni operava il pittore Antonio Stabile, artista molto attivo in Basilicata, sconosciuto interprete della controriforma poco studiato nella storia dell’arte ufficiale, capostipite insieme al fratello Costantino, di questa interessante dinastia di pittori (vedi a riguardo l’articolo di Rossella Villani su http://www.salandranet.it/files/Antonio-Stabile.pdf), autore di una bellissima Annunciazione custodita nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza e di uno splendido polittico conservato nella chiesa del Convento di Sant’Antonio a Salandra, cittadina in provincia di Matera, del quale Girolamo Stabile riprende la struttura del polittico formiano.

Antonio Stabile, Annunciazione, olio su tavola, 1580, Potenza, chiesa della Ss. Trinità
Antonio Stabile, Annunciazione, olio su tavola, 1580, Potenza, chiesa della Ss. Trinità
Antonio Stabile, Immacolata tra i SS. Francesco e Chiara; nella predella: Apostoli; nella cimasa: Annunciazione, olio su tela, XVI sec., Salandra (Matera), chiesa del convento di Sant'Antonio
Antonio Stabile, Polittico; al centro: Immacolata tra i SS. Francesco e Chiara; nella predella: Apostoli; nella cimasa: Annunciazione e la Ss.ma Trinità al centro, olio su tavola, XVI sec., Salandra (Matera), chiesa del convento di Sant’Antonio (foto di Antonio Dipersia, tratta dal sito http://www.salandranet.it/patrimonio-pittorico.html)

 

Nel Polittico di San Rocco, Girolamo Stabile pone al centro la figura della Vergine con in braccio il Bambino. Essa è raffigurata seduta su un trono ligneo e guarda verso l’osservatore come per invitarlo a contemplare il mistero di Dio, della cui incarnazione lei divenne strumento. Ci dice che essa è la Madre di Dio e in quanto Madre di Dio è protettrice di tutte le madri. Sul basamento del trono, non a caso, campeggia la scritta raffigurata in trompe l’oeil ORA PRO NOBIS SANCTA DEI GENITRIX “PREGA PER NOI O SANTA DI TUTTE LE MADRI”. 

Girolamo Stabile, Madonna col Bambino tra i Ss. Sebastiano e Rocco, part.
Girolamo Stabile, Polittico di San Rocco, part della Madonna con Bambino.

L’elemento iconografico del trono realizzato attraverso la tecnica del trompe l’oeil, compare anche in un altro dipinto conservato a Formia, ossia una tavola quattrocentesca raffigurante una Madonna con Bambino tra i Ss. Lorenzo e Sebastiano, opera di scuola romana ispirata allo stile di Antoniazzo Romano o, probabilmente a lui attribuita, proveniente dalla distrutta chiesa di San Lorenzo e oggi conservata nella chiesa dei Ss. Lorenzo e Giovanni Battista.

Scuola antoniazzesca, Madonna col Bambino tra i Ss. Lorenzo e Sebastiano, tempera e oro su tavola, XV sec. Formia, chiesa dei Ss. Lorenzo e Giovanni Battista
Scuola antoniazzesca, Madonna col Bambino tra i Ss. Lorenzo e Sebastiano, tempera e oro su tavola, XV sec. Formia, chiesa dei Ss. Lorenzo e Giovanni Battista

San Sebastiano è anche uno dei protagonisti del polittico di Girolamo Stabile qui preso in esame. Il suo sguardo è sofferente, ed è rivolto verso l’alto a differenza di quanto avviene nella tavola conservata nella chiesa dei Ss. Lorenzo e Giovanni, in cui lo sguardo del Santo è rivolto verso l’osservatore, per invitarlo a contemplare il mistero di Dio

Girolamo Stabile, Madonna col Bambino tra i Ss. Sebastiano e Rocco, part.
Girolamo Stabile, Polittico di San Rocco, part. del San Sebastiano

A destra dell’osservatore vi è San Rocco, il Santo titolare della chiesa, ai cui piedi vi è un cartiglio, il quale lascia intuire la paternità e l’atto di commissione dell’opera all’artista. L’elemento iconografico del cartiglio ha la sua origine nella pittura tardoquattrocentesca. Lo si ritrova ad esempio nel Ritratto d’uomo eseguito nel 1476 da Antonello da Messina e, più tardi nel 1531, nel ciclo pittorico della Cappella d’oro di Gaeta eseguito nel 1531 da Giovan Filippo Criscuolo.

Girolamo Stabile, Madonna col Bambino tra i Ss. Sebastiano e Rocco, part.
Girolamo Stabile, Polittico di San Rocco, part. del San Rocco
Antonello da Messina, Ritratto d'Uomo, 1476, olio su tavola, Torino, Museo Civico d'Arte Antica
Antonello da Messina, Ritratto d’Uomo, 1476, olio su tavola, Torino, Museo Civico d’Arte Antica
Giovan Filippo Criscuolo, Sinite Parvulos, olio su tavola, 1531, Gaeta, Santuario della Santissima Annunziata, Cappella d'oro
Giovan Filippo Criscuolo, Sinite Parvulos, olio su tavola, 1531, Gaeta, Santuario della Santissima Annunziata, Cappella d’oro

L’intero schema centrale del polittico, riprende il tema del quattrocentesco affresco della lunetta del portale di ingresso della chiesa.

Anonimo maestro quattrocentesco, Madonna col bambino tra i Ss. Sebastiano e Rocco, affresco, XV sec., Formia, chiesa di San Rocco, lunetta del portale di ingresso
Anonimo maestro quattrocentesco, Madonna col bambino tra i Ss. Sebastiano e Rocco, affresco, XV sec., Formia, chiesa di San Rocco, lunetta del portale di ingresso

Nella predella del polittico, Girolamo Stabile ci presenta al centro un Compianto sul Cristo morto, in uno schema iconografico che riprende il tema della Pietà, iconografia tipicamente dettata dalla devozione popolare che vede nel dolore della Vergine per la morte del Figlio, il dolore di una qualsiasi madre. Un dolore a cui partecipano pochi intimi, Maria Maddalena e San Giovanni Evangelista, rispetto a quanto avviene nel medesimo soggetto eseguito da Giotto tra il 1303 e il 1305 nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

Girolamo Stabile, Madonna col Bambino tra i Ss. Sebastiano e Rocco, part. della predella con il Compianto sul Cristo morto
Girolamo Stabile, Polittico di San Rocco, part. della predella con il Compianto sul Cristo morto                            
Giotto, Compianto sul Cristo morto, affresco, 1303-1305, Padova, Cappella degli Scrovegni
Giotto, Compianto sul Cristo morto, affresco, 1303-1305, Padova, Cappella degli Scrovegni

Ai lati del Compianto, Girolamo Stabile inserisce i primi due vescovi di Formia, Sant’Erasmo, patrono della città insieme a San Giovanni Battista, a sinistra dell’osservatore e San Probo, successore di Sant’Erasmo, alla destra. I due santi vescovi di Formia, raffigurati con gesto benedicente, sono da interpretare in stretta correlazione con la Vergine del pannello centrale del polittico qui preso in esame. Infatti, anche essi invitano a contemplare il mistero di Dio attraverso Cristo e il suo sacrificio, compito che nella tavola quattrocentesca precedentemente esaminata conservata nella chiesa dei Ss. Lorenzo e Giovanni, è affidato alle figure dei santi Lorenzo e Sebastiano.

Girolamo Stabile, Madonna col Bambino tra i Ss. Sebastiano e Rocco, part. della predella con Sant'Erasmo Vescovo
Girolamo Stabile, Polittico di San Rocco, part. della predella con Sant’Erasmo Vescovo
Girolamo Stabile, Polittico di San Rocco, part. della predella con San Probo Vescovo
Girolamo Stabile, Polittico di San Rocco, part. della predella con San Probo Vescovo

Nella cimasa del polittico qui preso in esame, Girolamo Stabile ci presenta un’Annunciazione, interpretata secondo il classico schema iconografico dell’annunciazione che prevede la “presenza in scena” dell’Angelo annunciante, la Vergine che riceve la formula di saluto dell’Angelo Gabriele “Ave Maria, Grazia plena, Dominus tecum” e l’Eterno padre che lancia verso la Vergine la colomba, simbolo dello Spirito Santo.

Girolamo Stabile, Polittico di San Rocco, cimasa con l'Annunciazione
Girolamo Stabile, Polittico di San Rocco, cimasa con l’Annunciazione

La Vergine, qui è raffigurata con le braccia incrociate sul petto, come per proteggere il Dio incarnato in lei. Questo aspetto ci porta indietro nel tempo al 1432, anno in cui il Beato Angelico dipinse la bellissima Annunciazione oggi conservata a San Giovanni Valdarno nel museo della basilica di Santa Maria delle Grazie e al 1473, anno in cui Antonello da Messina dipinse, rivoluzionando il classico schema iconografico dell’Annunciazione, la bellissima Vergine Annunciata del Bayerische Staatsgemäldesammlungen museum di Monaco.

Beato Angelico, Annunciazione, tempera su tavola, 1432, San Giovanni Valdarno, museo della basilica di Santa Maria delle Grazie
Beato Angelico, Annunciazione, tempera su tavola, 1432, San Giovanni Valdarno, museo della basilica di Santa Maria delle Grazie
Antonello da Messina, Vergine annunciata, 1473, olio su tavola, Monaco, Bayerische Staatsgemäldesammlungen di Monaco.
Antonello da Messina, Vergine annunciata, 1473, olio su tavola, Monaco, Bayerische Staatsgemäldesammlungen museum.

L’elemento iconografico delle braccia incrociate scompare nell’Annunciazione del polittico eseguito da Antonio Stabile per la chiesa del Convento di Sant’Antonio a Salandra, interpretata in chiave raffaellesca attraverso un linguaggio pittorico appreso dal maestro presso la bottega napoletana di Andrea Sabatini da Salerno. Qui a differenza di quanto avviene nel Polittico di San Rocco eseguito da Girolamo Stabile, la Vergine protegge il Dio dentro di lei portando il libro, simbolo della buona novella annunciata da Cristo, al petto.

Antonio Stabile, Immacolata tra i SS. Francesco e Chiara; nella predella: Apostoli; nella cimasa: Annunciazione, part.
Antonio Stabile, Polittico, Salandra (Matera), chiesa del Convento di Sant’Antonio, part. (foto di Antonio Dipersia, tratta dal sito http://www.salandranet.it/patrimonio-pittorico.html)
Andrea da Salerno, Giovan Filippo Criscuolo e aiuti, Polittico dell'Annunciazione, olio su tavola, I metà XVI sec., Gaeta, Santuario della Santissima Annunziata
Andrea da Salerno, Giovan Filippo Criscuolo e aiuti, Polittico dell’Annunciazione, olio su tavola, I metà XVI sec., Gaeta, Santuario della Santissima Annunziata

Conclusioni

Con Girolamo Stabile e il Polittico di San Rocco qui preso in esame, scopriamo dunque una pagina sconosciuta di storia dell’arte italiana, costituita da una importantissima famiglia di pittori meridionali che nella loro arte racchiudono elementi e linguaggi pittorici dei grandi maestri dell’arte italiana.

 

Marco Tedesco

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